ARTICOLI & RIFLESSIONI

come vincere la solitudine

Un male che oggi affligge tantissime persone è la solitudine.

Spesso si è soli, anche se attorno a noi c'è tanta gente, soli nel combattere ogni giorno contro le avversità della vita.

Ma grazie al Signore Gesù puoi vincere la "Solitudine" Egli dice nella Sua Parola -

Ebrei 13:5 ... «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

Abbi fiducia nel Signore, prega, sii vigilante, leggi la Parola di Dio; essa saprà guidarti, consolarti e cibarti.

Dio ti Ama ed è sempre accanto a te se lo invochi con tutto il tuo cuore, in Lui troverai l'Amico Fedele che ti comprende che non ti lascia e non ti abbandona mai.

Sarai in ottima e sicura compagnia.

Capita a tutti nella vita di restare da soli, la solitudine è una condizione spesso triste e che fa sentire emarginato colui o colei in cui vi si viene a trovare.

Qualcuno sostiene che una persona che riesce a stare bene da sola è una persona che ha imparato a conoscersi e, soprattutto, ad accettarsi. Ha imparato ad affrontare i propri fantasmi del passato, a volersi bene anche senza una persona accanto. Occorre parecchia forza per amare la propria solitudine.

Quando si è soli riusciamo a riflettere, a meditare in ciò che ne è stata ed è della nostra vita, e questo diventa qualcosa di positivo perché ci aiuta a capire dove abbiamo sbagliato e cosa poter fare per rimediare.

La condizione più triste della Solitudine è quando ci si sente soli anche in mezzo a tanta gente che non condivide i tuoi ideali e non comprende, naturalmente, il tuo stile di vita o che in quel momento ti trovi un una particolare situazione con problematiche di diverso genere.

Un credente accetta ogni condizione in cui il Signore lo pone sapendo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio e che sono chiamati secondo il Suo proponimento. (Romani 8:28)

La solitudine si può vincere. Ecco come: Con la preghiera e la confidanza continua nel Signore, con il cibarsi della Parola di Dio cibo per l'anima di quanti credono.

Un credente sa di non essere mai solo, accetta ogni cosa e spera nel Signore sapendo di averlo del continuo accanto a lui.

A questo punto risuona alle nostre orecchie il meraviglioso Salmo 23 "... Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza." verso 4.

Il credente vive per fede e sa che qualunque cosa possa accadergli nella vita il Signore sarà del continuo accanto a lui per sostenerlo e guidarlo fino alla fine.

Ecco come vincere la solitudine! Con il Signore nella tua vita non avrai più alcun timore e non ti sentirai mai solo.

Il mondo tende ad emarginare coloro che non condivido l'andazzo delle tendenze del tempo attuale. Gli amici prima o poi ci lasciano, i problemi non mancheranno mai e spesso saremo soli, soli ad affrontare qualunque situazione.

Ho visto persone senza Dio disperarsi per essere rimaste sole a lottare le problematiche della vita, ma ho visto anche persone che avendo creduto nel Signore hanno riposto il Lui la propria confidanza e la propria vita, sia nella solitudine e in mezzo alle tempeste della vita restare sereni sapendo che il Signore guida ogni cosa.

Non ti resta che provare, si prova Gesù.

La Parola di Dio dice: " Provate e vedrete quanto il Signore è Buono! Beato l'uomo che confida in Lui. " Salmo 34:8

Dopo aver provato la Pace del Signore nella tua vita e la Sua dolce compagnia che ti guida e consiglia nei momenti bui e di solitudine, vedrai che no ne potrai fare più a meno e vivrai felice in Cristo Gesù sapendo che Lui, non solo è il guardiano della tua vita e il tuo amico fedele ma che un giorno sarai per sempre con Lui, per l'Eternità nella Sua Gloria.

Prova quanto il Signore è Buono.

Dio ci benedica!

Giuseppe Puccio


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"Dio non si può beffare"

 

Il tragico errore della giustificazione umana

Uno dei più grandi mali nel campo della politica e in ogni settore della società moderna è quello di giustificare tutto ciò che si fa e si dice. E questo triste fenomeno avviene spesso anche tra i credenti di ogni fede religiosa.

Aggrapparsi ad un appiglio per rimanere sempre in piedi pur essendo nella colpa, non è un atteggiamento da vero cristiano, ma da chi non conosce Dio.

Ai giorni d'oggi molto raramente si ode un credente con cuore afflitto per le proprie colpe confessare: "ho peccato, ho sbagliato!" Il confessare i falli gli uni agli altri, pregare gli uni per gli altri per essere sanati (Giacomo 5:16) è diventato qualcosa che pochi sono disposti a fare.

Si preferisce piuttosto attendere la confessione altrui addossando agli "altri" la causa dei propri errori, delle proprie sconfitte, ci si vanta delle proprie imprese dando una valenza secondaria o "scontata"alle opere meravigliose che Iddio fa, dimenticando che DIO NON E' SECONDO A NESSUNO! Dimenticando che il Signore non guarda a quello che sia pure ammirevole possiamo fare, ma a quel che siamo nel di dentro!

Si cerca a tutti i costi il vanto e la GIUSTIFICAZIONE della proprie azioni .

Giustificare ciò che la Bibbia non giustifica, anzi condanna, è sinonimo di ribellione! Fare il nero bianco accompagnando ciò con una forma di legalità è sinonimo di una mente completamente ottenebrata e un cuore orgoglioso dove l'idea di Dio, il timore di Dio sono un ricordo lontano.

Questo accade quando a un tratto non si fa più agire lo Spirito Santo nella propria vita permettendo che uno spirito ribelle prenda gradualmente il Suo posto; in tal modo la relazione con Dio nel cuore del credente si spegne tragicamente perché il compito glorioso del Consolatore, il quale ci insegna e glorifica il Signore Gesù, ci guida e ci convince di peccato, viene bruscamente interrotto dal pensiero personale, dalla propria presunzione, dalle proprie vedute.

Il temerario re Saulle non eseguì alla lettera il comando del Signore di distruggere completamente gli Amalechiti, nemici giurati d'Israele. Dopo la battaglia, alla vista del profeta Samuele venuto ad esprimere lo sdegno di Dio, il re con baldanza gli disse: "Io ho messo ad effetto la parola del Signore"(1° Sam 15:13).

Egli giustificava con forza le sue azioni. La sua cecità lo fa faceva pienamente convinto di questo.

Sicuro di se continuava ad insistere: " Io ho pure ubbidito alla voce del Signore e sono andato all'impresa che Egli mi ha affidato" (1° Sam 15:20). Ma Agag, il re amalecita, era ancora vivo, il meglio del bestiame era stato predato dagli israeliti per offrirlo in sacrificio e tutto ciò non corrispondeva a quel che Dio aveva ordinato! Samuele rispose a Saulle dicendogli: "UBBIDIENZA VALE MEGLIO CHE SACRIFICIO!"

Senza mezzi termini il profeta mise in chiaro qual era il grave problema e la sua conseguenza: "Poiché la ribellione è pari al peccato della divinazione e il trasgredire è pari al peccato che si commette intorno agli idoli ed alle immagini" (1 Sam 15:22-23). "Poiché tu hai sdegnato la parola del Signore, Dio ha sdegnato te affinché tu non sii più re in Israele "(1 Sam 15:23).

Quest'affermazione smantellò l'orgoglio del re Saulle. Da quel momento egli si accorse di avere sbagliato e di essersi attirato il giudizio di Dio per la sua disubbidienza.

Come Saulle perse il regno così tanti moderni cristiani perdono la vittoria spirituale sul nemico a motivo di un atteggiamento (anche nascosto) di ribellione verso Dio.

Oh quanti profeti come Samuele dovrebbero esistere oggi per denunciare l'orgoglio di chi giustifica la propria condotta senza essere pienamente certo della volontà di Dio, per risvegliare chi, senza rendersene conto, non si accorge che il peccato lo sta trascinando inesorabilmente alla morte.

L'apostolo Paolo, scrivendo ai Galati, ammonisce chiunque: "Non v'ingannate: Dio non si può beffare, ciò che l'uomo avrà seminato quello ancora mieterà " (Gal. 6:7).

Peccare davanti a Dio è già di per se trasgressione e ribellione ai Suoi comandamenti, giustificare ciecamente i propri falli è ancora peggio!

Che triste spettacolo vedere Adamo ed Eva che su consiglio del diavolo giustificarono la loro disubbidienza al Dio!

Che amara delusione vedere MOLTI credenti a cui un giorno Dio, con giustizia e dignità, risponderà loro: "Io non vi conobbi giammai" (Mt 7:21) benché essi con giustificazione e orgoglio avranno gridato: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni?"

Il Signore, malgrado possiamo avere fatto cose grandiose, ci conosce nel di dentro; Egli sa bene se siamo stati realmente in intimità con Lui, se mai siamo stati Suo popolo, se abbiamo realizzato la santificazione nella nostra vita e , soprattutto, se abbiamo ubbidito integralmente alla Sua voce.

La presunzione, l'atteggiamento di fariseo, il vantarsi delle proprie opere ci separa immediatamente da Dio.

Ecco perché il diavolo con grande sforzo tenterà di "costruire" delle persone cieche e orgogliose, egli non accetterà mai di vedere dei cristiani salvati per grazia aventi il timore di Dio, facenti il volere di Dio senza ma e senza se, aventi la potenza spirituale per cacciare i demoni nell'inferno. Egli cercherà sempre e in ogni modo di farci dimenticare l'ammonimento di Gesù: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli"(Matteo 7:21).

E se il diavolo in molti casi riuscirà nel suo intento la colpa non è del Signore. Ma siamo noi che sovente voltiamo la spalle a Dio, Lo abbandoniamo per un imprevisto della vita o per il peccato ritornato dentro il cuore. E di conseguenza Dio abbandona noi!

Il Signore Gesù ci avverte che verranno i tempi in cui saremo sbanditi dalle sinagoghe e chiunque ci ucciderà (GIUSTIFICANDO CIO') penserà di fare servizio (grato) a Dio! (Giovanni 16:2). La giustificazione umana e diabolica uccide e ha sempre ucciso i veri cristiani.

Pilato, giustificando se stesso, con un semplice lavaggio delle sue mani pronunciò la condanna a morte di Cristo!

Oggi, escludendo quelli che servono umilmente Dio, siamo purtroppo in un'epoca corrispondente a quanto riportato in Apocalisse 3:14-17 in cui un grande numero di credenti ne freddi ne ferventi, con baldanza dice nel suo cuore: "Io sono ricco, mi sono arricchito (perché ho la acquisito una conoscenza dettagliata della Bibbia, avendola studiata ogni giorno, perché ho fatto molte buone opere, perché... non pecco e giustifico tutto quello che faccio e dico) e (pertanto) non ho bisogno di nulla!".

Purtroppo (per noi) Dio risponde, per farci svegliare: " E NON SAI che (invece) sei quel calamitoso, e miserabile, e povero, e cieco, e nudo (Ap. 3:17).

Se stai facendo un'analisi di te stesso e ti riconosci in uno di questi deludenti attributi grida a Dio senza indugio, piega le tue ginocchia e invocaLo, affinché Egli possa fare un'opera di restauro nella tua vita, affinché il Signore Iddio, il quale "conosce le tue opere"e i segreti del cuore di tutti, non ti dica alla fine: "Io ti vomiterò dalla mia bocca" (Apoc. 3:16)

Il Signore Gesù, nel Suo infinito amore ci consiglia e pone subito il rimedio: "Io ti consiglio di comprare da me dell'oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e dei vestimenti bianchi, affinché tu sia vestito, e non apparisca la vergogna della tua nudità; e di ungere con un collirio gli occhi tuoi, affinché veda (Apoc. 3:18).

Sta a noi accettarlo!

Renato Larzio

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